Particolari del laboratorio di restauro Archivio centrale dello Stato 2

Nasce il laboratorio di restauro dell’Archivio centrale dello Stato

  • Twitter
  • Facebook
  • Google+
  • Linkedin

L’Archivio centrale dello Stato è orgoglioso di annunciare l’allestimento del laboratorio di restauro presso la sua sede monumentale, nel cuore del quartiere EUR di Roma. Il laboratorio occupa un’area di circa 200 mq ed è situato nel corpo laterale dell’edificio progettato nel 1938 dagli architetti Mario De Renzi, Gino Pollini e Luigi Figini.

Gli spazi dedicati al laboratorio sono stati studiati e realizzati per poter intervenire sulle numerose e complesse problematiche inerenti la conservazione ed il restauro delle opere su supporto cartaceo contemporaneo, anche di grande formato, come registri, disegni, fotografie e lucidi. Tali supporti necessitano di particolare attenzione a causa della loro fragilità. In futuro il laboratorio sarà aperto anche a lavori per conto terzi, in modo da rendere i suoi servizi fruibili anche ad altre istituzioni.

“La presenza di un laboratorio di restauro nei locali dell’Archivio centrale costituisce in realtà un ritorno alle origini – dichiara il Sovrintendente dell’Archivio centrale dello Stato, Andrea De Pasquale, che ha fortemente voluto e sostenuto il progetto – Nel 1910-1911 era infatti attivo un innovativo laboratorio di restauro presso l’Archivio centrale del Regno, ben prima della nascita dell’Istituto di patologia del libro, dove venivano effettuati i lavori di restauro più complessi e difficili su materiali provenienti da ogni parte d’Italia. Il laboratorio dell’Archivio centrale del Regno ha avuto una storia gloriosa, ma purtroppo è stato definitivamente chiuso durante il periodo fascista.”

Il laboratorio di restauro ha già avviato il restauro di alcune tra le serie archivistiche più rappresentative conservate nei depositi. La documentazione restaurata include documenti relativi a i Mille di Marsala, le due raccolte note come Carte della cassetta di zinco e Carte della valigia (sottratte da Mussolini dal carteggio della Segreteria particolare del Duce), i manifesti ed i cimeli della Mostra della Rivoluzione fascista, gli schedari del censimento della popolazione ebraica di Roma e provincia, i fascicoli del casellario politico centrale e della Divisione affari riservati del Ministero dell’Interno ed i manifesti elettorali del referendum monarchia-repubblica.

Tra le attrezzature in dotazione vi sono la grande vasca termostatata per lavaggi con sistema di demineralizzazione dell’acqua, una tavola a bassa pressione – strumento fondamentale per apportare temperatura, pressione ed umidità simultaneamente ed uniformemente su tutta l’area di lavoro – e strumentazione di base per la diagnostica preliminare.

Responsabile del Servizio Conservazione e Restauro e del nuovo laboratorio dell’Archivio centrale dello Stato è Simona Greco che, insieme all’assistente tecnico interno all’Istituto, Natalia Ghidoli, si avvale della collaborazione di restauratori esterni, scelti tra i più preparati diplomati presso la Scuola di Alta Formazione e Studio dell’Istituto Centrale per la Patologia degli Archivi e del Libro (ICPAL).