Giorno della Memoria 2021:
il difficile percorso di reinserimento
degli ebrei italiani sopravvissuti ai lager

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Il 27 gennaio 1945 le truppe dell’Armata Rossa, in avanzata verso la Germania, liberarono il campo di concentramento di Oświęcim-Auschwitz.

L’Italia ha istituito con la legge 20 luglio 2000, n. 211, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000, il “Giorno della Memoria in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti”.
Il nostro Paese ha avuto il merito di aver anticipato di ben cinque anni la risoluzione 60/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005 che, in occasione del sessantesimo anniversario della liberazione dei lager nazisti, fissò il 27 gennaio quale giornata internazionale per la commemorazione annuale delle vittime dell’Olocausto.

L’Archivio centrale dello Stato celebra la Giornata della Memoria 2021 attraverso gli oggetti primari della sua attività quotidiana, vale a dire i documenti d’archivio che custodisce, cura, valorizza e offre alla consultazione pubblica.
La documentazione proposta quest’anno focalizza l’attenzione sul difficile percorso di reinserimento degli ebrei italiani sopravvissuti ai lager, rientranti in Patria dopo indicibili sofferenze e con enormi incognite sul futuro. Ha scritto Guri Schwarz: “I sopravvissuti, scampati alla caccia all’uomo, non furono riaccolti con un abbraccio festoso, ma spesso guardati con sospetto, trattati con insofferenza, quasi fossero illegittimi usurpatori, coloro che reclamavano la casa o i beni rubati, il lavoro da cui erano stati allontanati, i diritti e la dignità che gli erano stati strappati. […]. La legislazione riparatoria sancì indubbiamente il ritorno a sacrosanti principi d’uguaglianza, ma l’applicazione di quelle norme fu tutt’altro che semplice e immediata. […] Bisogna ricordare che quello fu un periodo estremamente travagliato per tutta la nazione, ferita, umiliata e impoverita dalla dittatura e da una guerra perduta. Gli anni della ricostruzione furono durissimi per tutti gli italiani e questo forse aiuta a capire come mai vi fu poca attenzione e comprensione per i particolari drammi vissuti dalla popolazione ebraica”.

(G. Schwarz, Ritrovare se stessi. Gli ebrei nell’Italia post fascista, Roma-Bari 2004, pp.10 e ss.).

 

Lettera di Settimio Sorani, Presidente della Delegazione per l’assistenza agli emigranti ebrei di Roma (DELASEM), alla Direzione generale Pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno con cui si segnala la necessità di approntare un adeguato sistema di assistenza agli italiani reduci dai campi di sterminio nazisti. La nota testimonia il clima generale del Paese al momento del rientro degli ex deportati.

ACS, Min. Int., DGPS, Div. AAGGRR, Cat. A5G(II), 1944-1948, b. 3, fasc. “Rimpatrio degli ebrei italiani deportati in Germania”, 22 giugno 1945

 

Nota del Ministero degli Esteri a proposito del Congresso dell’Unione Internazionale Ex Deportati di Oswiecim (Auschwitz) tenutosi a Varsavia nel febbraio 1952, a cui partecipò una delegazione italiana. Lo slogan del congresso: “Non più Oswiecim, non più guerra”.

ACS, Min. Int., DGPS, Segreteria del Dipartimento, Uff. Ordine pubblico, Cat. G-Associazioni, 1944-1986, b. 129, fasc. “Unione internazionale ex deportati di Oswiecim (Auschwitz)”, 14 febbraio 1952

 

Nota riservata della Questura di Livorno sulla affollata commemorazione tenutasi presso la sinagoga di Livorno il 10 gennaio 1960 in memoria degli ebrei deportati nei campi nazisti, alla presenza dei rabbini Sacerdoti e Toaff, dell’avvocato e scrittore Guido Bedarida e di alcune formazioni politiche.

ACS, Min. Int., DGPS, Div. AAGGRR, Cat. A5G(II), 1944-1948, b. 163, fasc. “Associazione nazionale ex deportati politici in Germania”

Cartolina diffusa dal Consiglio federativo della Resistenza di Viterbo nel settembre 1961 con l’immagine di un crematorio. Sul verso sono riportati i versi del componimento noto come “Lapide ad ignominia” di Piero Calamandrei.

ACS, Min. Int., DGPS, Div. AAGGRR, Cat. A5G(II), 1944-1948, b. 163, fasc. “Associazione nazionale ex deportati politi in Germania

 

Il presidente dell’Associazione Nazionale Ex Deportati Politici, senatore Piero Caleffi, esprime gratitudine al ministro dell’Interno Paolo Emilio Taviani per la posizione assunta in occasione dell’espulsione dalla Svizzera del criminale nazista Erik Rajacovich, stretto collaboratore di Eichmann e considerato responsabile della deportazione del gruppo di ebrei olandesi di cui faceva parte anche Anne Frank. Caleffi segnala “l’attività sotterranea di costoro che (pare impossibile) trovano ancora “solidarietà e successori”.

ACS, Min. Int., DGPS, Div. AAGGRR, Cat. A5G(II), 1944-1948, b. 163, fasc. “Associazione nazionale ex deportati politici in Germania”, 11 aprile 1963

 

L’originale della legge 20 luglio 200, n. 211 promulgata dal Presidente Ciampi con la quale la Repubblica italiana riconosce il 27 gennaio quale “Giorno della Memoria”.

ACS, Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti

Ultima modifica: 31 Marzo 2021 alle 10:46