Sede

La sede dell’Archivio Centrale dello Stato è un edificio monumentale progettato dagli architetti De Renzi, Figini e Pollini, destinato originariamente a sede della Mostra dell’autarchia, del corporativismo e della previdenza sociale nell’ambito dell’Esposizione Universale del 1942.

L’edificio, di cui prima della guerra erano state eseguite solo le fondamenta e le strutture portanti, fu portato a termine negli anni Cinquanta, su iniziativa di Virgilio Testa, commissario straordinario dell’Ente EUR, apportando le modifiche necessarie per adattare il palazzo alle esigenze dell’Istituto.

Nei primi anni del ’90, in occasione del 40° anniversario dell’istituzione dell’ACS, sono stati riconfigurati gli spazi interni destinati al pubblico (ingresso, sala di studio, biblioteca, sala convegni) ad opera dell’architetto Giulio Savio. Gli ambienti, valorizzati da opere pittoriche e scultoree di Angelo Cucciarelli, Piero D’Orazio, Carlo Lorenzetti, Paolo Pasticci, si sono negli anni ulteriormente arricchiti grazie a donazioni di altri artisti contemporanei, andando a costituire un piccolo ma significativo nucleo museale.

In occasione dei 60 anni dell’Archivio Centrale dello Stato, è stata inaugurata la Sala Mario Serio. La Sala, ubicata nell’edificio laterale, è stata realizzata per conservare e valorizzare gli archivi di architetti e ingegneri di particolare rilevanza pervenuti nel corso degli anni all’Istituto attraverso donazioni. Conserva circa trenta archivi tra quelli dei più noti e i più importanti di architetti e ingegneri della storia della nostra città e non solo, individuati nel corso del censimento degli archivi di architetti condotto dalla Soprintendenza archivistica per i Lazio. I preziosi fondi presenti nella Sala Serio, vanno ad implementare, con materiali spesso inediti, le fonti per la storia dell’architettura e dell’urbanistica già disponibili nella documentazione istituzionale conservata presso l’Istituto.
La Sala funge da sede di conservazione, tuttavia è uno spazio espositivo della ricca collezione di plastici e modelli di architettura apprezzabili dal pubblico durante eventi e/o aperture straordinarie.

La Sovrintendenza Regionale per i beni e le attività culturali del Lazio, con decreto del 29 marzo 2004, ha dichiarato l’edificio di interesse particolarmente importante.

Riferimenti bibliografici
-L’Archivio centrale dello Stato 1953-1993, a cura di Mario Serio, Ministero per i beni culturali e ambientali – Ufficio centrale per i beni archivistici, 1993 (Pubblicazione degli archivi di Stato, Saggi 27)
-1943-1953. La ricostruzione della storia. Atti del Convegno per il LX anniversario dell’Archivio centrale dello Stato, a cura di Agostino Attanasio. (Nuova serie. Collana di studi e ricerche a cura dell’Archivio centrale dello Stato)